SOCIETA'

Tonno Subito, Episodio XI: "Il finale di stagione"

Si, la rubrica si chiama “Tonno Subito” e dall’ultima volta è passato non proprio un lasso di tempo che potremmo definire come “Subito”.

Ho una giustificazione però a tutto questo ritardo, il finale di stagione è stato pienissimo di impegni ed ho preferito poter raccogliere idee e racconti con calma e grazie anche ad Il Romanista per la pazienza.

Questa “puntata” la vorrei dedicare ai finali di stagione, e prima di parlare del mio passato vorrei davvero dedicare un pensiero al presente. Il finale di stagione con la Virtus Roma 1960 è stato pieno di emozioni e si, anche di soddisfazione, perché con grande senso del lavoro e con grande passione, per essere il primo anno, abbiamo fatto davvero tanto.

Penso al cammino della nostra CGold, al cammino delle ragazze, al settore giovanile con l’Under 19 Gold, al cammino dell’Under 16 Silver ed Elite in collaborazione con Hsc e Palocco, alle final four dell’Under 13 Elite, alle bellissime giornate passate con il minibasket. Un meraviglioso punto da cui ripartire, da cui iniziare a programmare la prossima stagione.

E’ incredibile come cambiano i finali di stagione da quando sei un atleta a quando passi dall’altra parte, che tu possa essere un allenatore, un dirigente, il proprietario, socio, di una società.

La differenza sta proprio in questi giorni qua, quelli successivi all’ultima partita, che simbolicamente indica la fine di un anno.

Quando giocavo sentivo davvero il bisogno di staccare fisiologicamente, di prendermi quindici o venti giorni in cui con la pallacanestro: “Stop”. Le ferie di un giocatore sono quelle che lo separano dalla fine della stagione all’inizio del ritiro dell’anno successivo e vi posso assicurare che solo una cosa poteva farti lasciare le vacanze, in estate: la chiamata della Nazionale. Per la chiamata Azzurra, non esistono ferie e raduni che diventano troppo vicini, se l’Italia chiama, vai.

Il dialogo tra preparatore e giocatore è fondamentale, tanto durante la stagione, quanto nella pausa estiva. Programmare e lavorare bene durante l’estate credo sia uno se non il trucco che ti consente di poter allungare non solo la tua carriera, ma anche la performance in stagione. Una cosa che magari farà sorridere ma che poi non è così folle è che arrivavo ai raduni più magro di quando avevo finito l’anno, tutto dovuto alla perdita di massa muscolare.

Io ho sempre mantenuto un regime alimentare attento e che non eccedesse mai, nemmeno finita la stagione ed una costante delle mie estati è che un mese prima della data del raduno, riprendevo a lavorare, sia fisicamente che tecnicamente. Questo non significa che non facessi nulla, infatti quando prenoti l’albergo per la vacanza estiva cerchi quello che abbia la palestra, se prenoti in un posto cerchi una palestra dove fare un abbonamento anche di breve durata per allenarti.

Ecco, quando appendi le scarpette al chiodo, la prospettiva cambia drasticamente: le stagioni non finiscono quasi mai. Finiscono per cinque, sei, sette giorni al massimo ma già dal giorno dopo sei subito lì a programmare il giorno dopo. Ed è quello che sta accadendo oggi, con la strutturazione delle squadre, dello staff, dei piani e degli obiettivi che si vogliono realizzare e raggiungere nella stagione successiva.

Ah, un’ultima cosa, forse la più importante: grazie a tutti per gli auguri di Buon Compleanno. Scusate, non sono per niente un tipo social ma ho avuto modo di leggere i tanti messaggi che mi avete scritto: grazie, davvero. Soprattutto dopo un anno così: che bello festeggiare dal 1994 il mio compleanno in questa Città! Alla settimana prossima, per davvero eh!


Ufficio Stampa Virtus Roma 1960.

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