C Gold

"Tonno Subito" - ep VI - "Benvenuto a Roma, Ale"

E chi se lo scorda il 1994-1995. Scusate la settimana d’assenza, ma con i ragazzi della CGold avevamo qualche partita da recuperare e dovevamo chiudere la prima fase: siamo arrivati terzi e devo dire che nonostante sono convinto che abbiamo margini di miglioramento davvero grandi. Mi ritengo soddisfatto di come i ragazzi hanno affrontato questa prima fase. Per diversi motivi: perché hanno saputo reagire all’infortunio di un ragazzo e di un giocatore come Giulio, perché il Covid ha spezzato ritmo e fiato in un momento importante e continua a non dare tregua, perché tanti ragazzi per la prima volta hanno iniziato a misurarsi con l’avere un pubblico di appassionati, che indipendentemente da ogni legame personale con loro, il weekend lascia tutto e viene a fare il tifo per te.

Una questione di impatti insomma, la stessa che ho vissuto io in quel famoso 1994-95. Con Brescia avevamo appena vinto il campionato, Vujosevic mi aveva tirato per benino in Montenegro ed io ero pronto ad affrontare la B1. Nel frattempo il mio presidente di Brescia, Corbelli, aveva acquistato Roma, che non se la passava benissimo. Se non sbaglio era appena arrivato sul campo la retrocessione e grazie all’acquisizione del titolo dell’Aurora Desio, Roma era riuscita a mantenere la A1.

L’arrivo a Roma è qualcosa che accade in meno tempo che uno si possa immaginare. Donato Avenia si fa male, credo fosse ernia, e la società invece di andare sul mercato, decide di attingere da Brescia, che in quel momento fungeva un po’ da squadra “satellite”: e scelgono me.

Carico la mia Renault Clio, i miei decidono di accompagnarmi. Il direttore sportivo era Mauro Montini, uno che poi avrebbe avuto una carriera davvero bella ed uno di cui i miei genitori si fidavano. Al mio arrivo trovo una persona il cui nome dovrebbe dire qualcosa a chi è della Capitale: Ferdinando “Nando” Cavaliere, ed è a lui che si raccomandarono i miei, per dirgli di sgridarmi qualora non mi fossi comportato come avrei dovuto.

Dicevamo, Donato Avenia. Che giocatore, pensate un po’ quando mi hanno detto che avrei dovuto provare a sostituirlo…E comunque il caso è davvero incredibile, nella settimana in cui decido di raccontare il mio arrivo a Roma, chi ti incontro fuori dal palazzetto di Frascati? Proprio lui, Donato. Lui che giocava con i suoi ragazzi di Colleferro, io con i miei della Virtus Roma 1960. Forse con qualche capello in meno.

L’impatto con Roma è di quello che hanno tutti quelli che arrivano a Roma, da ogni parte del mondo, e se non hai quel tipo di impatto, fatti due domande. Sembrava infinita, davvero infinita.

Io con altri ragazzi dormivano in foresteria, poco dopo Viale Kant, il campo di allenamento era quello di Settebagni e si, giocavamo al PalaEur. Ragazzi, che impatto, entrare lì con tutta quella gente.

Fortunatamente mi ero allenato con Vujosevic che mi aveva insegnato un certo tipo di etica del lavoro perché Attilio Caja è uno che ti porta a dare il 150%, e fortunatamente, il tipo di giocatore che ero, si prestava al tipo di basket che intende Attilio. Il suo assistente? Marco Calvani. Nello staff medico? Lucio De Fazi. 

Ho da subito legato con tutti, e da subito ho avuto un rapporto super con Fabrizio Ambrassa ed Emiliano Busca. In tanti mi hanno chiesto come mai ho scelto il numero 8?

 

La risposta: per caso. Avevo il 18 ed era occupato e quindi dato che mi piacciono i numeri pari e dato che mi piace il concetto che qualcosa possa durare per sempre, l’8 era il numero perfetto.

Chi lo avrebbe detto che quell’8, questa città, avrebbero per sempre cambiato la mia vita?

Il primo passo di quella mia avventura sarebbe stato contro una vera e propria corazzata, da cui finisce il racconto di oggi e riprenderà il prossimo:

20 Novembre 1994

TEOREMATOUR ROMA 62

BENETTON TREVISO 68

A Treviso c’era in panchina Mike D’Antoni, in campo c’era Rusconi, Pittis, Woolridge, Esposito: ed io che per poco non segno i miei primi punti su un tap in, in cui momento schiaccio.

Vabbè, sarebbe stato per la prossima.

Tonno Subito, non ve ne andate. Alla prossima settimana!


Ufficio Stampa Virtus Roma 1960.

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