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TONNO SUBITO, EP.IV: "BRESCIA ON MY MIND"

Brescia è e resterà sempre una parte fondamentale della mia vita e della mia crescita come uomo e come giocatore. 

La storia del Basket Brescia è una storia importante del basket italiana. Ha militato in serie A per tantissimi anni (tranne credo la stagione 1976-77), e se non sbaglio dal 1974 sino all'anno della retrocessione in B1, il 1992, quando io mi affacciavo alle sorti della prima squadra. La società ha conosciuto il suo momento buio sino alla serie B2, salvo poi risalire in B1, anno in cui faccio parte della formazione che vince il campionato.

Nel 1996 vengono venduti i diritti sportivi ed è la fine alla storia della squadra. Da allora il Basket nella città di Brescia è scomparso a livello professionistico sino al 2009 quando viene costituita la Leonessa che oggi è in A1. 

Ne è passata di gente forte eh...vi basti pensare che solo io sono stato allenato da gente come Dalmonte, del compianto "Conte" Sales, da Vujosevic. E devo dire che sono felice che la mia carriera a Roma negli ultimi anni mi abbia permesso di reincontrare uno come Luca Dalmonte. 

Il primo grande passo della mia carriera è alle finali nazionali under 19, credo fosse il 1991 o il 1992, sono anziano ormai, mi perdo negli anni. Eravamo a Treviso, il livello era assolutamente spaziale: c'era gente come Marconato, Scarone, Chiacig, i fratelli Gigena a Livorno, a Roma giocava Moltedo, a Varese Andrea Meneghin, impossibile riuscire a spiegare razionalmemte la qualità che a livello giovanile si vedeva in campo durante quegli anni. 

E con grandissimo stupore, mentre eravamo in attesa con i miei compagni di alzare la coppa valida per il terzo posto in quelle finali, viene chiamato il mio nome come miglior giocatore del Torneo. Quel vaso di cristallo ricevuto come premio, è una delle cose a cui sono più legate in assoluto ed ancora oggi è a casa di mio padre. 

Già nel corso di quegli ultimi anni ero aggregato alla serie A2 ed avevo la fortuna di allenarmi con gente di altissimo livello ma soprattuto di essere allenato dai signori che ho nominato sopra: vedi Sales, vedi Dalmonte. Ma una parentesi un po' più ampia la voglio dedicare a Dusko Vujosevic

Per chi non lo conoscesse è un autentico santone della pallacanestro europea, nei balcani ha vinto di tutto ed in Europa è stato uno dei più grandi maestri di pallacanestro: ha allenato in Italia, in Serbia è una vera e propria autorità, al Cska di Mosca, al Limoges, la sua carriera è qualcosa di incredibile! E negli anni in cui arriva a Brescia, nel 1992, nel suo paese e nei Balcani scoppia la guerra e lui con altri quattro ragazzi si trasferiscono a Brescia. 

Inizio ad allenarmi in maniera individuale con Dusko: un vero e proprio assaggio della ricchezza e della durezza del metodo di allenamento serbo, ho imparato davvero tantissimo grazie a lui. La mattina prima di andare a scuola ci vedevamo e ci allenavamo e così ogni giorno. E poi anche gli allenamento con la prima squadra ed avete presente quando tutto sembra prendere la giusta direzione? Vinciamo il campionato. 

Cavazzana, Pavoni, Motta, Codevilla, Agnesi erano solo alcuni dei miei compagni,  gioco molto bene e contribuisco alla vittoria, rimpiango un sacco che non ci sia internet perchè tante cose sono andate perse letteralmente nei ricordi. 

Ma il ricordo più bello di quegli anni è un viaggio, in piena guerra, in Montenegro. Sarà un viaggio lungo ma che non scorderò mai. 

Quindi, appuntamento alla prossima puntata: Tonno Subito, torna subito, tempo una settimana per il quinto episodio. 

 


Ufficio Stampa Virtus Roma 1960.

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